Lavorazione del vigneto. Solo agricoltura biologica

Non viene utilizzato nessun diserbante ma solo aratura e pulizia manuale del vigneto.
Fra dicembre e gennaio avviene la potatura con sistema a cordone speronato e Guyot quindi si può parlare di sistema misto. (Questi tipi di potatura permettono una buona fittezza di impianto, rispettano la fisiologia della vite e funzionali alla struttura portante.)
I sarmenti tagliati vengono disposti al centro dei filari e vengono poi trinciati (la trinciatura è un'operazione colturale che consiste nello sminuzzamento meccanico, eseguito con apposite macchine trinciatrici).
Si procede con la legatura dei tralci.
In primavera ma mano che i tralci crescono avviene la potatura verde dove vengono eliminate le parti che non servono (che non daranno quindi frutto o che non serviranno per la futura annata).
I tralci ma mano che crescono vengono legati.
È giunta l'ora dei primi trattamenti che vengono fatti con solfato di rame e, dopo che i grappoli si sono formati, con lo zolfo.
Si fa uso solo di solfato di rame e zolfo per i trattamenti di peronospora (malattia che colpisce gli organi verdi quali foglie e grappoli causandone il rinsecchimento e la distruzione) e oidio (o mal bianco: malattia degli organi verdi della vite che causa grossi danni sulle infiorescenze, sui grappoli e sugli acini, alterando sia direttamente che indirettamente il carico).
In base all'andamento del tempo si effettuano trattamenti ogni 7 o 15 giorni. Si continua solo con il trattamento contro l'oidio per avere un'uva sana fino alla vendemmia.

Vini di qualità. L'importanza del clima, dei terreni e del tipo di vite

Il clima, la posizione e i terreni sono determinanti per la produzione di vini di qualità. Infatti le nostre vigne sorgono su terreni dell'altopiano carsico della Murgia pugliese in una posizione collinare a 350m s.l.m. e con notevoli escursioni termiche.
Il clima mite e temperato influenza molto positivamente e questo permette di avere una produzione di qualità con buon livello zuccherino e di acidità.
Il tipo di allevamento utilizzato è quello a spalliera con una densità di piante molto elevata, circa 3600 piante per ettaro. (la scelta della forma di allevamento è divenuta fondamentale per chi come noi ricerca sistemi innovativi che offrano semplicità di gestione, buona esposizione fogliare, contenimento produttivo sul singolo ceppo, arieggiamento dei grappoli)
Questo tipo di allevamento consente di avere un apparato radicale più diffuso che si estende su tutto il vigneto sfruttando al meglio le qualità del terreno.
Avviene una vera e propria competizione fra le piante e questo contribuisce a ottenere una produzione eccellente ma allo stesso tempo limitata. Infatti si raccolgono circa 3 kg di uva per pianta ottenendo così una produzione fra i 90 e i 120 quintali per ettaro.

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Perrone Claudio
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